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logo_partito_democratico.jpg Pubblichiamo la versione "sintetica" del programma di Walter Veltroni Presidente del Consiglio. Sono 35 pagine che ci raccontano la "visione" del nostro segretario. Un documento da leggere attentamente e da portare con noi durante la prossima campagna elettorale...

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Commenti
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la prossima campagna elettorale..
paolo (Registered) 02-03-2008 19:07:28

Per quello che mi riguarda, spero che Veltroni oltre che scrivere un bel programma, sappia circondarsi di senatori e deputati all'altezza.. e dato che le liste le fa lui, attendiamo di conoscerne il contenuto.

Da quella lettura (speriamo) troveremo sicuramente la motivazione per fare campagna elettorale ed utilizzare in modo proficuo queste 35 pagine..
Democrazia e Marketing
Marco (82.61.12.xxx) 03-03-2008 09:03:30

Come ogni volta che sia tempo di elezioni, ed oramai in questi ultimi quindici anni abbiamo vissuto una media di una elezione l'anno, in questo paese (l'Italia) ed ancora più in questa provincia (Ascoli Piceno), si mette da parte quel po' di intelligenza ed esperienza che ciascuno di noi per sorte si porta appresso e ci si trasforma in tifosi dell'una o dell'altra parrocchia. Dimostrando in tal modo che come popolo siamo si pervenuti alla democrazia, ma non abbiamo ancora ben capito come si usa.
Resta infatti impossibile ascoltare e soprattutto proporre discorsi che si rivolgano alle teste e non alle pance degli interlocutori, nonostante l'invito e l'ottimo esempio in tal senso del nostro carissimo leader Veltroni.
Del resto buttarla in cagnara è da sempre il rifugio di chi ha dalla sua solo la propria forza e prepotenza, che si tratti di una persona o di un gruppo o di una parte consistente della società.
La più pesante eredità di Berlusconi è , molto oltre la sua assoluta incapacità di provvedere al bene pubblico quando sia anche minimamente in contrasto con il suo bene privato, l'aver impedito all'Italia, con la sua innegabile abilità nel marketing e con la potenza dei suoi mezzi mediatici, di fermarsi a ragionare. Ed inoltre di aver imposto come vincente il modello di Silla e Masaniello in contrasto con il più sobrio e storicamente valido modello Cincinnato. Nella società mediatica in cui viviamo quei due personaggi avrebbero avuto molte più possibilità di consolidare il loro potere personale, una volta pervenuti ad esso, di quanto non ne ebbero nella realtà dei loro tempi, quando non esistevano martellanti mezzi di persuasione di massa e le tecniche di vendita e di subornazione delle persone erano decisamente rozze, se confrontate con le attuali sofisticate e raffinate tecniche psicologiche e non.
Ciò nonostante una legge fondamentale del marketing rivela che nessun prodotto scadente può nascondere all'infinito la realtà del proprio essere e che l'efficacia della pubblicità su di un prodotto scadente non solo diventa via via minore, ma si trasforma infine in controindicazione.
Quindi confidiamo che né Berlusconi, né i suoi emuli, di destra di centro e di sinistra, potranno ancora più troppo a lungo darci a bere favole sulla propria capacità, competenza, lungimiranza, democrazia, lealtà, rettitudine etc.
In sintesi, come il caro Perini adombra nelle sue news dal fronte, tanti tengono a definirsi Cincinnato, ma oramai è senso comune che ci troviamo di fronte per lo più a dei Masaniello.
E poi in fondo lo abbiamo sempre saputo, anche se la nostra innata pigrizia mediterranea ci ha finora impedito di attuare il proposito, un mezzo c'è per verificare la tempra di chi abbiamo dinanzi. Anzi ne esiste più di uno, anche se non sono tutti egualmente validi.
Il primo, sicuramente più facile ed intuitivo da applicare, è contare le promesse e gli impegni che il candidato assume. Se questi e quelle superano complessivamente la decina allora i campanelli d'allarme dovrebbero iniziare a squillare. Se poi le une e gli altri sono così vaghi che chiunque possa riconoscercisi, siamo proprio nelle mani di Dio!
Ma posso capire come un candidato non possa a priori inimicarsi uno strato di elettori solo per amor di coerenza ed inoltre un margine di manovra occorre pure averlo, se si vuole combinare qualcosa di positivo per la collettività.
Allora occorrerà servirsi di qualche metodo più selettivo ed efficace, per riconoscere le buone o cattive qualità del candidato.
Un metodo abbastanza efficace è considerare ciò che ha saputo produrre nel passato: quante iniziative che hanno portato ad un miglioramento dello stato della collettività, se era nella maggioranza, o quante azioni incisive che hanno condizionato la maggioranza a tener conto degli interessi da lei non direttamente rappresentati, quando fosse stato all'opposizione, la sua integrità morale ed il disinteresse o, quanto meno, l'equilibrio dimostrato nell'espletamento del suo mandato. La sua capacità di dialogo con chi non è esattamente del suo avviso e le modalità con cui coinvolge, nell'esercizio delle sue funzioni, non solo la cerchia ristretta dei suoi amici, ma tutti gli appartenenti al suo schieramento o partito. Se ha approfittato o no delle leve del potere, fosse anche solo all'interno del suo partito, per ottenere una posizione di preminenza, non limpidamente basata sulla sua migliore capacità di elaborazione del presente.
Però qualcuno potrebbe obiettare che le persone, sia pure raramente, possono cambiare. Ed un prepotente egoista può trasformarsi in un agnello altruista. Non è già successo a fra' Cristoforo?
Allora non rimane che l'arma fine del mondo.
Ma bisogna proprio essere bravi a saperla usare, altrimenti si rischia di non sapere più, in un attimo, dov'è l'alto e dove il basso, dove il Nord e dove il Sud, dove la realtà e dove la fantasia.
L'arma fine del mondo consiste nel chiedere al candidato di sviluppare un piano dettagliato, non fino al centesimo, s'intende, solo quanto basta per capire, su una, due al massimo, priorità che egli ha individuato, sicuramente le più importanti e sulle quali intende impegnarsi giocandosi la faccia.
Se il piano è pieno di ovvietà banali e non contiene neppure un intervento chiaro ed individuabile, il soggetto è un venditore di fumo.
Se il piano è formalmente ben impostato, ma non contiene indicazioni precise della conseguenza attesa delle azioni che si vuole intraprendere, il soggetto ha copiato da qualche parte, ma non è capace di camminare con le sue gambe.
Se il piano è formalmente ben impostato, contiene l'indicazione precisa delle conseguenze delle azioni da intraprendere, ma non tiene conto del contesto nazionale ed internazionale, né dei vincoli economici, geografici, sociali, il soggetto è colto e ben disposto, ma ahimè o non ne capisce molto o ha dei consiglieri inadeguati.
Se infine il piano è ben impostato, contiene precise indicazioni delle conseguenze delle azioni previste e tiene conto dei vincoli esterni ed interni, allora valutate se la priorità indicatavi sembra che possa anche essere la vostra.
In ogni caso un candidato del genere ha una buona probabilità di non essere uno buono per tutte le stagioni.
Peccato che dopo tutto questo studio, fatica ed attenzione il 13 aprile prossimo ci ritroveremo a mettere solo una croce su un simbolo, con una possibilità di scelta molto limitata: potremo sceglierci solo il nostro capotribù a Roma e sperare nella sua lungimiranza per il nostro territorio particolare.
Buona fortuna!
Marco Oddi
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