 L’Amministrazione Comunale di Massignano, con la variante urbanistica
che
interessa la zona del Crocifisso, compie uno scempio paesaggistico,
consentendo
la realizzazione di 25.000 metri cubi di cemento in un’area rurale di
valore
storico-artistico. Il tutto a danno del Piano Regolatore e in
contraddizione
con il progetto iniziale.
Nonostante, infatti, il nuovo Piano Regolatore Generale sia ancora in
fase di
approvazione da parte della Provincia di Ascoli Piceno,
l’amministrazione
comunale di Massignano nella seduta consigliare del 16/12/2009 ha
approvato,
con il voto contrario del Gruppo di Minoranza “Trasparenza e
Partecipazione”,
una variante al vecchio Programma di Fabbricazione finalizzata alla
“Realizzazione di complesso residenziale – ricettivo per uso sociale,
culturale
e il ritorno alla tradizione dei luoghi” in C.da Marezi. Tale variante
consentirà ad un unico privato la realizzazione di un agglomerato di
espansione
residenziale di 25.000 mc. corrispondente a circa 115 appartamenti di 80
mq.
Il gruppo “Trasparenza e Partecipazione” ha fatto presente invano che
l’area
interessata dalla futura edificazione è zona agricola di particolare
pregio
storico-artistico e di particolare interesse paesaggistico ambientale,
caratterizzata da un paesaggio rurale integro e tipicamente marchigiano.
Basti
pensare che all’interno dell’area è sito il complesso monumentale del
“Crocifisso” (vincolato ai sensi del D.Lgs. 42/2004), costituito da una
chiesa
e dai ruderi di un ex-convento. Tale paesaggio, oltre a rappresentare un
patrimonio naturale e culturale di notevole interesse pubblico,
costituisce per
i nostri territori un fondamentale assetto economico e promozionale:
comprometterlo
significherebbe colpire fortemente l’offerta turistico-ricettiva di
Massignano.
Inoltre la minoranza ha fatto rilevare che il nuovo insediamento
edilizio
sottrarrà ingenti volumetrie al Piano Regolatore il cui iter di
approvazione è
in corso. Non a caso l’Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno, con
Deliberazione di Giunta n.325 del 07/10/2009, ha fatto presente che con
la
variante si produrrebbe un incremento demografico pari a circa il 15,6%
dell’attuale popolazione e che quindi nel ridimensionamento del PRG si
dovrà
tenere conto del relativo incremento volumetrico (25.000 mc.),
ovviamente con
proporzionale riduzione delle volumetrie dello stesso PRG. Si ricorda
che il
PRG era stato progettato tenendo conto di un incremento di abitati pari a
circa
400 persone e la variante ne assorbirebbe quasi 250 (15,6% di 1.600
abitanti).
“Trasparenza e Partecipazione” ha votato contro la variante, oltre che
per le
motivazioni suddette, anche perché è palese come non si riscontrino
adeguati
interessi pubblici perseguiti dalla stessa variante. Il fine principale
sembrerebbe quello di consentire ad un unico privato la realizzazione di
rilevanti volumetrie in danno agli interessi generali della
collettività. Si fa
presente peraltro che lo stralcio, quasi complessivo, deciso
dall’attuale
Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno, della “Zona e Sottozona
Turistico
ricettive e socio-culturali” originariamente previste, fa venir meno
l’obiettivo dichiarato della valorizzazione dell'area mediante la
realizzazione
integrata di strutture turistico ricettive, socio-culturali e
residenziali.
A questo punto anche la denominazione della variante “Variante al P.d.F.
–
Realizzazione di complesso residenziale – ricettivo per uso sociale,
culturale
e il ritorno alla tradizione dei luoghi” in C.da Marezi, risulta essere
impropria e inopportuna.
La minoranza tiene a ricordare infine che l’Amministrazione Comunale di
Massignano con la Deliberazione di Consiglio n.14 del 20/04/2009, contro
deducendo il parere negativo espresso dalla Giunta Provinciale guidata
da
Massimo Rossi, afferma che “la tipicità del territorio comunale di
Massignano è
quella di avere un consistente edificato sparso nelle zone rurali,
certamente
la previsione di un piccolo agglomerato di espansione residenziale di
circa
25.000 mc. edificato su una superficie territoriale di circa 46.200 mq,
non
costituisce contrasto con la tipologia urbanistica ed edilizia delle
zone
agricole extraurbane”.
Il gruppo consigliare “Trasparenza e Partecipazione” è certo che
chiunque,
onestamente, possa riconoscere che l’equivalente di 115 appartamenti da
80 mq
non sia proprio quello che si definisce “un piccolo agglomerato”.
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