|
Stefano Corradetti , consigliere comunale di Ascoli Piceno, durante la seduta del 22 Settembre 2009 è intervenuto durante la pomposa presentazione del programma di legislatura del sindaco Castelli.
Carte alla mano, ha dimostrato che quel programma non e' stato frutto di un "lavoro faticoso" come dice Castelli, ma di un laborioso COPIA ed INCOLLA dal programma del governatore di destra della Regione Abruzzo!
E' bastato sostituire la parola "regione" con "comune", modificando qualche parola qui e la per aver un perfetto programma di governo..
Addirittura nel 13 punto il copiatore ha dimenticato di fare un "CERCA e SOSTITUISCI" ed ha lasciato nel testo la parola "REGIONE".
Come dire, cominciamo bene!!! Ecco il dettaglio delle copiature
Punto 1
|
|
Tenacia, laboriosità, onestà, capacità, talento, da qui l’Abruzzo deve ripartire. Dalle qualità e dai valori della sua gente, che hanno consentito già in passato di affrancarsi dai problemi generalizzati del mezzogiorno d’Italia e di raggiungere ottimi livelli di sviluppo. |
 |
Laboriosità,
onestà, capacità e talento sono qualità e valori identificativi della
nostra gente e saranno queste le direttrici da cui la città di Ascoli
deve ripartire per affrancarsi dai problemi della situazione attuale e
raggiungere buoni livelli di sviluppo. |
Punto 2
|
 |
Questo patrimonio autentico rappresenta il fondamento, il terreno su cui progettare e costruire una casa comune,
una vera “ Casa Abruzzo” in cui tutti gli abruzzesi portino il loro
contributo e consentano alla nostra regione di ritrovare quello spirito
e quella capacità necessari per affrontare le straordinarie sfide che
l’attendono e per ambire ad un ruolo diverso che per tradizione,
posizione, risorse e caratteristiche ad essa naturalmente compete, in
una prospettiva non più soltanto nazionale ma quantomeno europea. |
 |
Questo
è il fondamento su cui progettare e costruire una visione comune della
Polis vista come una vera “ Casa di tutti i cittadini”, in cui ognuno
possa portare il proprio contributo, dando vita a quello spirito e a
quella spinta necessari per affrontare le sfide della ripresa. E,
soprattutto, per ambire ad un ruolo diverso che per tradizione,
posizione, risorse e caratteristiche Ascoli Piceno merita in una
visione non più soltanto provinciale, regionale e nazionale, ma
proiettata verso l'Europa ed il mondo. |
Punto 3 |
|
Perché ciò sia possibile è necessario riscoprire l’orgoglio della nostra identità e del nostro
senso
di appartenenza, la voglia di fare e di osare per restituire
all’Abruzzo quella dignità vilipesa da una stagione politica
deprecabile e per intraprendere con rinnovato vigore un virtuoso
percorso che consenta di rispondere alle reali esigenze delle persone e
di raggiungere i più ambiziosi obiettivi.
|
 |
Perché
ciò sia possibile è necessario riscoprire l’orgoglio della nostra
identità e del nostro senso di appartenenza, la voglia di fare, per
intraprendere con rinnovato vigore un virtuoso percorso che consenta di
rispondere alle reali esigenze delle persone e di raggiungere i più
ambiziosi obiettivi. |
Punto 4 |
|
Una classe dirigente che voglia definirsi tale deve pertanto saper interpretare e valorizzare
questo
patrimonio, stabilendo un legame intimo ed essenziale tra
amministratori e amministrati, basato su un sentimento di fiducia oggi
purtroppo pressoché inesistente
|
 |
Una classe
dirigente che possa guidare la città verso la ripresa deve pertanto
saper interpretare e valorizzare questo patrimonio di valori condivisi,
stabilendo un legame intimo ed essenziale tra amministratori e
amministrati, basato su un sentimento di fiducia reciproca. |
Punto 5 |
|
Questo
recupero identitario deve partire dalla riscoperta dei talenti e delle
tradizioni della nostra terra per trasformarli in valore; tre allora
saranno le ideali linee guida alla base dell’azione:
• censimento
delle tradizioni produttive, culturali, storiche, artigiane, geniali,
agricole, artistiche, marinare, montane dell’Abruzzo e della sua Gente;
messa “a capitale” e avvio di
una nuova epoca di rivitalizzazione e valorizzazione della nostra Terra;
• censimento e selezione degli Abruzzesi da “rimettere” al Lavoro e alla Speranza di Futuro:
da subito partirà un laboratorio territoriale di Formazione ai Mestieri, alle Professioni e ai
Talenti perduti nel tempo;
•
imprenditorializzazione dei giovani abruzzesi (studenti, disoccupati,
sotto-occupati, marginali, senza-casa e senza-voce) e, non meno
fondamentale, della “Nobilità dei Vecchi” (pensionati, emarginati,
soli, sfiduciati, gente viva che avrebbe tante cosa da dire e da fare
ma che nessuno più ascolta, che nessuno più considera). Dall’alleanza,
dalla messa a Sistema di queste due grandi Forze che solitamente
sprechiamo e umiliamo, nasce la Speranza del Futuro come radicamento e
messa a frutto del Passato.
|
 |
Questo recupero
identitario deve partire dalla riscoperta delle idee e delle tradizioni
della nostra straordinaria terra ascolana, per trasformarli in valore e
dare vita ad una nuova epoca contraddistinta dalla vitalità del
territorio, dall'intraprendenza dei giovani e dalla valorizzazione
della nostra Città. |
Punto 6 |
|
Una società vale meno quando sono pochi a costruire per tutti. Una buona società è
quella in cui ogni persona ha la possibilità di cooperare a costruire il futuro.
|
 |
Una
società vale meno quando sono pochi a costruire per tutti. Una buona
società è quella in cui ogni persona ha la possibilità di cooperare a
costruire il futuro. |
Punto 7 |
|
La sussidiarietà, dunque, come motore della speranza dell’Abruzzo, perché sussidiarietà
vuol dire che ognuno abbia la sua opportunità e che il desiderio di ciascuno possa
esprimersi.
|
 |
Sussidiarietà vuol dire che ognuno abbia la sua opportunità e che il desiderio di ciascuno possa liberamente esprimersi. |
Punto 8 |
|
La
sussidiarietà quindi, non più come mera enunciazione, bensì come
principio-valore che si fa strumento e mezzo reale per il perseguimento
di tutti gli obiettivi di sviluppo della regione.
Il ricorso alla
sussidiarietà, alle energie di base e alle risorse della persona dovrà
essere inteso nella sua esplicazione concreta; per questa ragione sarà
istituita una delega alla sussidiarietà, che rimarrà nell’ambito delle
competenze del Presidente della Giunta, allo scopo di elaborare
proposte che applichino la sussidiarietà nei seguenti ambiti: attività
produttive profit e no-profit, servizi di pubblica utilità, educazione,
formazione, lavoro, sanità e servizi alla persona.
|
 |
Un
principio-valore che si fa strumento e mezzo reale per il perseguimento
di tutti gli obiettivi di sviluppo della città attraverso
l’elaborazione, in un contesto di pari dignità tra i settori della
società, di proposte che applichino, in particolare, la sussidiarietà
nei seguenti ambiti: attività produttive profit e no-profit, cultura,
servizi di pubblica utilità, educazione, formazione, lavoro, sanità e
servizi alla persona. |
Punto 9 |
|
Riteniamo che
partecipazione e trasparenza siano priorità dei processi decisionali e
vadano intese come condizioni essenziali per la responsabilizzazione
dell’attività amministrativa.
|
 |
buone prassi di
trasparenza amministrativa che, in una logica di doverosa
responsabilizzazione dell'agente pubblico, rappresentano una priorità
nell'ambito dei processi decisionali e vanno intese come condizioni
essenziali per la responsabilizzazione dell’attività amministrativa; |
Punto 10 |
|
La
Regione dovrà favorire e incrementare l’intero comparto della ricerca
scientifica, strumento capace di assicurare in modo costante la
crescita e lo sviluppo del territorio abruzzese.
La funzione della Regione sarà pertanto quella di caratterizzarsi come
interfaccia
tra il mondo della ricerca e quello produttivo, con lo scopo di
agevolare il trasferimento a quest’ultimo delle conoscenze e delle
tecnologie.
|
 |
Appare indispensabile favorire e
incrementare l’intero comparto della ricerca strumento capace di
assicurare in modo costante la crescita e lo sviluppo delle risorse del
territorio, affinché possa fungere da interfaccia tra il mondo della
ricerca, quello istituzionale e quello produttivo. |
Punto 11 |
|
L’approccio alle problematiche secondo una logica di sistema consente che alla soluzione
della
singola problematica consegua automaticamente la realizzazione di altri
obiettivi, innescando così un vero e proprio meccanismo virtuoso, una
sorta di “effetto domino” positivo che darà lo slancio verso obiettivi
sempre più ambiziosi.
|
 |
L’adozione di una logica
di sistema deve consentire che alla soluzione della singola
problematica consegua automaticamente la produzione di altri obiettivi
possibili, innescando così un vero e proprio meccanismo virtuoso, una
sorta di “effetto domino” positivo che darà lo slancio verso mete
sempre più ambiziose. |
Punto 12 |
|
Per tornare ad
essere attrattiva, polarizzare le funzioni e riqualificare il suo ruolo
la Regione deve strutturarsi come una “rete”, caratterizzata da
connessioni non soltanto infrastrutturali e di trasporto ma anche e
soprattutto immateriali, attraverso un recupero identitario che potrà
essere raggiunto anche mediante la creazione e la valorizzazione di un
“brand Abruzzo”.
Governare in “rete” significa la possibilità e la necessità di fare sistema, la capacità di una
comunità di guardare ed operare in ambiti più vasti e trovare le giuste sinergie con le altre realtà.
Occorrerà pertanto considerare in termini di sistema tutti i settori e le strutture regionali (sanità,
industria, turismo, commercio,ecc.) attraverso una rinnovata
metodologia amministrativa e gestionale dei processi organizzativi.
Operare in termini di “rete” consentirà:
• la razionalizzazione e la riduzione dei centri di spesa e dei costi di gestione;
• una maggiore espressione delle potenzialità dell’Abruzzo, inserito in un contesto ed in un mercato più ampio;
• la realizzazione di sinergie tra produttori di servizi ed utenti degli stessi, con incremento delle fasce di consumo. Occorrerà quindi individuare puntualmente le singole vocazioni e peculiarità territoriali e valorizzarle
in un' ottica sinergica, al fine di creare il tessuto connettivo dell' intero ''sistema
Abruzzo''.
|
 |
Del
pari si osserva come per tornare ad essere attrattiva, polarizzare le
funzioni e riqualificare il suo ruolo, la città dovrà strutturarsi come
una “rete”. Un sistema di relazioni caratterizzato da connessioni non
soltanto infrastrutturali e di trasporto, ma anche e soprattutto
immateriali. Per realizzare questo obiettivo si impone un recupero
identitario, la stimolazione di una cultura di sistema che si estenda a
tutti i settori e i segmenti di intervento (sanità, industria, turismo,
commercio, ecc.), una rinnovata metodologia amministrativa e gestionale
dei processi organizzativi; la realizzazione di sinergie tra produttori
di servizi ed utenti degli stessi, la valorizzazione in un’ottica
sinergica delle singole vocazioni e delle peculiarità territoriali. |
Punto 13 |
|
L'innovazione e la promozione delle Nuove Tecnologie della comunicazione
Nel
breve volgere di un decennio l’avvento della rete telematica internet
ed in generale la diffusione capillare delle moderne tecnologie
dell’informazione, hanno eroso fortemente i tradizionali schemi sui
quali era basato l’approccio ad ogni tipo di attività.
Gli
interventi di informatizzazione nella Pubblica Amministrazione, così
come erano concepiti fino a qualche anno fa, avevano come obiettivo
principale la realizzazione di sistemi che tendevano all'incremento
dell'efficienza, all'integrazione delle informazioni ed alla
semplificazione dei procedimenti attraverso l'introduzione massiccia
dell'automazione. Un simile modello ed i conseguenti obiettivi, seppure
ancora validi, costituiscono, oggi, un requisito minimo e scontato.
In un contesto dinamico come quello odierno, il ricorso all'informatica ed alla telematica o - se
si preferisce la locuzione inglese ormai entrata nell'uso comune - all’
Information & Communication Technology (I.C.T.), è centrale per
l’attuazione di un sistema sempre più integrato di processi gestionali;
con il termine “e-government” ci si riferisce proprio al quadro quanto
mai ampio e diversificato delle innovazioni di servizio e di processo
realizzate dalle amministrazioni mediante l’utilizzo delle tecnologie
I.C.T..
Il cittadino quindi non andrà più considerato un semplice
utente ma parte attiva del progetto di informatizzazione. L'accesso ai
servizi offerti dalla macchina amministrativa deve, oggi, avvenire in
maniera il più possibile autonoma, attraverso l'uso dei media
tecnologici disponibili.
Partendo dalla considerazione che l’evoluzione delle nuove tecnologie sta caratterizzando sempre
più i contesti sociali, professionali e relazionali, si promuoverà la
“società dell’informazione”, attraverso iniziative che favoriranno
l’acquisizione della democrazia elettronica, l’inclusione e la
partecipazione attiva dei cittadini, a garanzia tanto delle pari
opportunità nell’accesso alle informazioni quanto dello sviluppo
equilibrato del territorio.
Obiettivo primario sarà quello di informatizzare:
• L'accesso dei cittadini e delle imprese ai servizi dell'amministrazione
• Le relazioni tra enti ed uffici
• La trasmissione di atti formali, sia all'interno della regione che verso gli enti locali
Si porteranno inoltre a regime i sistemi di protocollo informatico e di firma digitale e soprattutto si implementera' un unico ed efficiente sistema informatizzato per i servizi sanitari.
|
 |
Promozione delle Nuove Tecnologie della Comunicazione
Gli
interventi di informatizzazione nella Pubblica Amministrazione,
dovranno favorire: l’accesso ai servizi offerti dalla macchina
amministrativa, che deve oggi avvenire in maniera il più possibile
autonoma, attraverso l'uso dei media tecnologici disponibili; il
processo di informatizzazione dei servizi dell'amministrazione, in
maniera da permettere ai cittadini e alle imprese, attraverso il
miglioramento delle relazioni tra enti ed uffici, la trasmissione di
atti formali, sia all’interno della regione che verso gli enti locali;
l'implementazione di sistemi di protocollo informatico, firma digitale
e, soprattutto, di un efficiente sistema informatizzato per i servizi
sanitari.
|
| Punto
|
|
|
 |
|
| Punto
|
|
|
 |
|
| Punto
|
|
|
 |
|
|