|
Un articolo di Renato Pierantozzi sul Messaggero del 18 Luglio: "Mauro Gionni resta in sella alla segreteria del Pd. E' stato questo l'esito delle due assemblee provinciali in cui è stato analizzato l'esito del voto amministrativo ed in particolare le sconfitte alla Provincia e al Comune.
Formalmente nessuno ha chiesto le dimissioni del segretario anche se un documento firmato da alcuni consiglieri comunali ascolani e sambenedettesi ha invitato il gruppo dirigente “ad assumersi le responsabilità” del caso.
Ma un altro documento, presentato dall'ex sindaco di Offida Lucio D'Angelo, e firmato da una quarantina di amministratori, ha invitato Gionni ad andare avanti. Lo stesso segretario ha comunque garantito una gestione ancora più unitaria ed aperta del partito. Non sono mancate critiche sul ruolo attuale della Regione nello scenario locale (è stato opportuno l’annuncio dell’azienda unica ospealiera in piena campagna elettorale?) in vista delle elezioni del 2010.
Preso di mira è stato soprattutto l'assessore Sandro Donati per alcune sue affermazioni. Emidio Mandozzi, da parte sua, ha riconosciuto la responsabilità della sconfitta. Nella relazione, Gionni ha ripercorso tutte le tappe che hanno portato alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno scorso e ai successivi ballottaggi. Ha ribadito il percorso fatto con la stesura del programma, la definizione della coalizione e le primarie per l'individuazione del candidato.
E' stato anche sottolineato come il Pd abbia perso
anche quando è andato unito con le altre forze della sinistra, come a
Macerata, a causa di un calo generalizzato di consensi registrato in
tutta Italia stimato intorno al 12%.
Anche sugli equilibri interni al partito, Gionni è
esplicito. «Non abbiamo dice guardato a maggioranze o minoranze
congressuali quando si è trattato di attribuire alti incarichi
governativi nazionali o regionali, consentendo anche alle minoranze,
quindi, di essere ampiamente rappresentate».
Chiaro il riferimento alle nomine di Pietro
Colonnella come sottosegretario nel governo Prodi e a quella di Sandro
Donati come assessore regionale al posto di Luciano Agostini. Frecciate
anche all'ex presidente della Provincia Massimo Rossi: «E' stato dice
Gionni il principale responsabile dello sfaldamento della coalizione
iniziando ad attaccare il Pd sin dalle elezioni politiche del 2008 e
sottraendosi al confronti sui programmi e alle primarie anche partendo
da basi programmatiche diverse.
A Fermo, invece, la sinistra che ha portato a casa
il risultato della divisione con Ascoli è stata premiata. Un bel
capolavoro, questo sì, di Massimo Rossi». «Credevamo aggiunge Gionni
nella rimonta, che infatti c'è stata, e di questo va dato merito a
Mandozzi (in Provincia), che ci ha portato vicini al risultato finale.
Non potevamo pensare che qualcuno potesse addirittura far votare
Celani. Noi non l'avremmo mai fatto perché sappiamo sempre distinguere
tra destra e sinistra e conserviamo un codice di valori, morali e
politici». E' scattato intanto il tesseramento: fino al 21 luglio ci si
può iscrivere alla sede del Pd di piazza Simonetti 81.
|