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Linee Programmatiche del PD di Ascoli Piceno PDF Stampa E-mail

linee_programmatiche.jpg Pubblichiamo di nuovo le Linee Programmatiche approvate all'unanimità dall'Assemblea Comunale di Ascoli Piceno e che saranno la base di ragionamento con gli altri partiti della coalizione per giungere al programma definitivo che Antonio Canzian proporrà ai cittadini di Ascoli Piceno.

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Alcune note al programma
emidio.albanesi (82.61.6.xxx) 15-03-2009 17:00:57

Ho letto la bozza del Programma , e nel condividere molte delle ipotesi e delle proposte mi sembra opportuno osservare quanto segue almeno sui seguenti punti:
- Identità/Nuova Provincia
Il tema della perdita di identità e della difficoltà a trovare una nuova identità è un aspetto che peraltro si legherà anche alla nuova provincia. Un territorio ridimensionato che dovrà mettere in rete tutte le risorse positive che vi operano. Il ruolo della città di Ascoli Piceno appare paradossalmente più importante ma più debole, se non si avvieranno ipotesi di coinvolgimento che ne facciano la città capofila ed un cluster importante nel rapporto con le altre città capoluogo (Teramo, Fermo e direi anche Rieti). Tutte le risorse ambientali che coinvolgono i territori (Parco Marino, Parchi Montani, Salaria,) e le infrastrutture viarie e ferroviarie che oggi costituiscono alcune delle criticità sono da affrontare sinergicamente, per offrire alle IDEE la FORZA che altrimenti per territori così dimensionalmente ridotti si tramuterebbe in marginalizzazione.
Una NUOVA IDENTITA? ed UN NUOVO RUOLO che meno ?spocchioso? delle pretese di ?ascolanità? inserisca però questo sentimento (nel suo significato virtuoso) in un nuovo gioco in cui anche la concorrenza tra i territori sarà spietata e la identità potrebbe essere ?una molla del fare?, oltre che un elemento di comunicazione identitaria nel ragionamento Glocal.

- Turismo
L?analisi e le proposte sono condivisibili. Un riferimento ai Musei diffusi, considerando la Città come essa stesa un Museo e i suoi 4 Musei cittadini va inserito nel programma di valorizzazione. Occorre non disperdere quel poco e gestito male della Amministrazione Celani. Un esempio il riconoscimento ottenuto ?Ascoli Città della ceramica?, a giorni si terrà un concorso insulso promosso da Antonini, senza che le Associazioni di Categoria siano state coinvolte. Questo elemento contribuisce alla identità, e nello stesso tempo inserisce la città in un circuito che può anche questo contribuire alle iniziative di marketing che la città dovrà proporre. Cercare inoltre il coinvolgimento degli operatori turistici, affinché loro stessi siano i promotori del territorio e delle sue tipicità, tradizioni, della sua storia.
- Reindustrializzazio
ne, nuova occupazione e coesione sociale
Sulla reindustrializzazion
e e nuova occupazione occorre essere cauti, le situazioni internazionali stanno determinando nelle aziende industriali che fanno capo a Corporation internazionali delle ristrutturazioni imprevedibili per profondità e tempistica. L?aspetto emergenziale ci trova culturalmente impreparati forse per una cultura del lavoro che ha individuato il lavoro esclusivamente nelle ?grandi fabbriche?. Una maggiore e più semplice opera di sindacalizzazione in queste aziende ha determinato lo sviluppo democratico del territorio Piceno e il riferimento prevalente delle nostre politiche (sinistra). Oggi però la tenuta della democrazia economica passa attraverso le pmi. In queste aziende , sempre locali, la sindacalizzazione è bassa non per il disconoscimento delle OOSSLL, ma per un forte rapporto tra l?imprenditore e i suoi collaboratori, con i quali di solito condivide anche fisicamente la giornata lavorativa. E le migliaia di soggetti espulsi dai cicli produttivi negli ultimi dieci anni, sono diventate risorse impegnate in queste aziende o addirittura piccole imprese commerciali, industriali, artigiani, della cooperazione, recuperando al lavoro centinaia di risorse, e ricostruendo un humus importante per la democrazia economica e la coesione sociale. Ora il livello di crisi ha accelerato i fenomeni di espulsione, e il rischio è di non avere tempi sufficienti per un reimpiego fisiologico. Quindi occorre avviare una riflessione sia nella riqualificazione della manodopera espulsa, che di opportunità di avvio al lavoro per i nostri giovani.
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